Generale

radiofrequenza-medicaIn campo medico, per ottenere risultati sul viso che escludano la Radiofrequenza, si usano ancora tecniche invasive, a volte chirurgiche e a volte irreversibili quanto fastidiose o dolorose, oggi la Medicina Estetica ha molte risorse per migliorare la qualità della pelle invecchiata, quasi tutte queste metodiche hanno principalmente la funzione di ridurre i danni superficiali ma con difficoltà si riesce ad intervenire in profondità, come invece riesce a fare una buona Radiofrequenza non certo i giocattoli ad uso estetico domiciliare (sotto descritti).

Alternative di tipo chirurgico sono il lipofilling o lifting, casi estremi richiesti da chi ama essere “bisturizzato”, 0d98a3874400260e9330dd4f85f97e72molti famosi personaggi della TV vengono “sacrificati” sull’altare delle nuove sperimentazioni e i risultati spesso vanno oltre la misura della decenza e non sono per nulla esaltanti ma evitate di dirglielo, non lo apprezzerebbero e non potrebbero tornare indietro.

Se è cresciuta la richiesta di trattamenti volti a ridurre l’invecchiamento esteriore, ancora di più è aumentata la richiesta di trattamenti non invasivi, per ridurre al minimo il dolore, gli effetti collaterali, l’eventuale decorso post-operatorio e quindi avere la possibilità di riprendere da subito una normale vita di relazione.

Radiofrequenza o ferro da stiro?

Molti operatori (compresi i loro clienti) non hanno ancora capito la differenza tra scaldare in superficie (come un ferro da stiro) e/o andare in profondità a riattivare il metabolismo cellulare con caratteristiche totalmente diverse. È ovvio che un lavoro più profondo è di gran lunga migliore e più duraturo nel tempo, da non paragonarsi nella maniera più assoluta a lavori di minore qualità. Il trattamento in ambito Medico estetico, (non fisioterapico) effettuato con apparecchiature a Radiofrequenza di qualità viene effettuato ottenendo 3 effetti di fondamentale importanza, l’effetto Termico, Meccanico e Biochimico: l’effetto termico viene prodotto dagli elettrodi che “cercandosi” provocano un movimento in hertz che, in base alle caratteristiche dell’Apparecchiatura induce un lavoro di riattivazione, cellulare molto profonda e diffusa; l’effetto Meccanico causato dagli elettrodi creano il movimento di Onde radio e di spinta che ne aumenta la vasodilatazione, lo scorrimento di ogni fluido e linfa locale e tonifica le pareti vascolari nonché i tessuti con tendenza alla lassità. L’effetto Biochimico invece tende ad aiutare il sistema enzimatico degli adipociti a riordinarsi, ne accelera il metabolismo come ogni tecnologia estetica attiva, richiama in superficie sangue con maggiore quantità di ossigeno, velocizza il drenaggio linfatico soprattutto nelle zone periferiche e migliora notevolmente le zone affette da edemi e ritenzione idrica. Questi sono alcuni tra i più noti effetti che vengono indicati e spiegati nei trattamenti di Radiofrequenza estetica ma si potrebbe aggiungere molto altro. La caratteristica di una Apparecchiatura a Radiofrequenza di qualità deve essere quella di agire potentemente in profondità e riattivare i tessuti di Viso e Corpo in maniera efficace, stabile e duratura, apparecchietti domestici, pluripolari e tecnologie di mediocre fattura non possono esservi d’aiuto.

Apparecchi domiciliari:

Ultimamente si vedono in televisione pubblicità in cui si offrono apparecchiature per effettuare la radiofrequenza domiciliare. Ebbene esse sono delle totali bufale come tante altre apparecchiature vendute tramite televendita.13123_rf-mini lipomed-omaggio_250 Questi elettrodomestici sono di basso costo, quasi tutti prodotti in Cina ed i risultati sono per lo più inesistenti nonostante la garanzia del risultato e della possibilità di restituzione e rimborso. Sulla quasi totalità di questo genere di acquisti ci si pente con rapidità, giusto il tempo di capire che i risultati promessi son saranno mai ottenuti e che l’inestetismo o il problema trattato è da analizzare seriamente solo andando da uno specialista che dispone di attrezzature professionali. È impensabile considerarne la restituzione o il rimborso in quanto (i venditori lo sanno bene) il tempo minimo necessario per rendersi conto di aver sprecato denaro è superiore ai tempi tecnici previsti per le procedure di restituzione. Molto presto questo genere di apparecchietti domestici saranno riposti nell’armadio o in cantina e ci si dimenticherà rapidamente della loro esistenza.

La radiofrequenza nei centri estetici:

La prima cosa da sapere è che le apparecchiature utilizzate nei centri estetici non possono avere le stesse caratteristiche di quelle Mediche a causa del decreto N.110 del maggio 2011 che ne riduce sensibilmente l’efficacia. L’errore più frequente che fanno i pazienti nel tentativo di riconoscere un prodotto di qualità è quello della prova, ma si è visto che anche con apparecchiature di basso livello, una piccola dimostrazione può dare l’illusione di un buon risultato ma non la certezza di un miglioramento strutturale e duraturo nel tempo. La vera prova di ogni Tecnologia dura dai 6 ai 12 mesi, in questo caso si può valutare con serietà e su un numero sufficiente di singoli casi trattati quanto l’inestetismo è stato ridotto e quanto tempo dura il risultato.

Conclusioni:

La radiofrequenza come ogni intervento di medicina estetica non è completamente priva di effetti collaterali, non è quindi da sottovalutare o da affrontare con leggerezza. Trattandosi di un trattamento di medicina estetica poco invasivo, gli effetti collaterali della radiofrequenza hanno un’incidenza molto bassa e sono facilmente trattabili con i medicinali e i consigli del medico. Per cercare di non incorrere negli effetti collaterali il consiglio migliore che possiamo darvi è di rivolgervi a un medico estetico qualificato, esperto del settore.tecnologia-Dermal-Medical-Division

Nel mio studio siamo stati tra i primi ad effettuare trattamenti di Radiofrequenza estetica con apparecchi medicali, in partnership con la Dermal Medical Division, azienda leader nel settore.

Ma a differenza degli altri partner noi non vi facciamo firmare alcun contratto e avrete la possibilità di effettuare il trattamento quando desiderate.

10410761_363638917139003_4896106631384903182_nGli scienziati dal Dental College di Chicago in Illinois hanno notato che il latte è un prodotto utile anche per l’igiene orale, e che previene efficacemente la carie.

Uno dei motivi per lo sviluppo della carie dentale è il cambiamento del pH (acidità) in bocca causata dalla assunzione di alcuni alimenti. Ad esempio, succhi di frutta e molte varietà di dolci aumentano l’acidità, creando così un ambiente favorevole per la vita dei batteri cariogeni specifici. Ma gli scienziati del Dental College di Chicago in Illinois ritengono che si può cambiare radicalmente la situazione bevendo dopo la merenda dolce un bicchiere di latte.

10645260_350551771781051_8270816524416105392_n Il 70% delle persone crede che la buona salute dipende dai denti sani

Il 66 per cento considera avere dei bei denti un segno di buona salute

Il 61% valuta nelle persone la bellezza e la salute dei denti

Il 50% crede che i denti sani e belli migliorano il rapporto con il partner

Secondo l’Istituto tedesco di odontoiatria.

10472866_347154178787477_493934651421800556_nCi sono vantaggi e svantaggi. Il vantaggio è che la masticazione pulisce meccanicamente la cavità orale e la saliva equilibra il rapporto acido-alcalino. Ma quella stessa saliva arriva nello stomaco non accompagnata dal cibo che lo stomaco stesso si aspetta di ricevere, e attiva la secrezione di succhi gastrici che alla lunga possono provocare gastrite e ulcera. Inoltre, la masticazione prolungata  nel corso degli anni può causare secchezza della bocca che è molto dannosa per denti e gengive.
La conclusione: masticare la gomma solo dopo aver mangiato, 5-10 minuti.

10625007_358939900942238_8021372506405382255_nE’ stato ripetutamente dimostrato che baciare è uno strumento efficace per la prevenzione dell’influenza e altre malattie virali. Ma i benefici del bacio non sono limitati a questo. Si è scoperto infatti che baciare aiuta anche a rendere i nostri denti sani. Baciare è attivare la salivazione. La saliva migliora l’equilibrio acido-alcalino in bocca. Questo impedisce lo sviluppo di batteri, che successivamente porta alla carie dei denti.

Inoltre, e probabilmente la cosa più importante che è emersa dalle statistiche, è che coloro che baciano spesso, curano meglio l’igiene orale: lavandosi i denti, masticando chewing-gum (senza zucchero!), utilizzando fili dentali e visitando regolarmente il dentista. Ovviamente, perché baciare è imbarazzante se l’alito è cattivo.
Così il bacio è salute!

heartUn nuovo studio condotto da ricercatori dell’Università svedese ha scoperto che la perdita dei denti e malattie delle gengive possono aumentare il rischio di malattie cardiache e diabete.  Oggi la parodontite è considerata come la risultante di una complessa interazione fra infezione batterica e risposta individuale che spesso risulta modificata da fattori comportamentali. La gengivite, ovvero l’infiammazione localizzata o generalizzata della gengiva, è legata con un rapporto di causa-effetto alla presenza di placca batterica e tartaro. La gengivite protratta nel tempo determina la parodontite che è la perdita di attacco del legame parodontale e perdita del supporto osseo. Una misurazione clinica standard della parodontite, a parte il sanguinamento gengivale e l’accertamento radiografico della perdita ossea, si effettua con il sondaggio della profondità delle tasche parodontali.

ETA’ L’età è fattore di rischio nell’avanzamento della parodontite solo in una ristretta percentuale di soggetti suscettibile alla malattia. L’ipotesi attuale è che la distruzione parodontale nell’anziano rifletta l’accumulo di tutta una vita piuttosto che una condizione tipica di una determinata età.

GENERE Sembra che il genere maschile sia più esposto alla parodontite rispetto a quello femminile più per motivi di scarsa igiene orale che per fattori genetici. Naturalmente ci sono sindromi temporanee legate al genere quali, nella donna, la gengivite gravidica.

FATTORI DI RISCHIO Dati clinici di studi svedesi hanno portato a conclusione che la perdita di attacco in adulti predisposti può essere quasi completamente arrestata quando viene fatto un meticoloso controllo domiciliare della placca batterica, contestualmente a sedute d’igiene professionale 3, 6 volte l’anno, attraverso detartrasi sopra e sotto gengivale e/o levigatura delle radici.

INFLUENZA GENETICA Differenti studi suggeriscono un’influenza genetica in ogni tipo di parodontopatie, trasmessa secondo le leggi dell’ereditarietà mendeliana, probabilmente attraverso la modalità cromosomica dominante.

TABACCO Già dagli anni settanta numerosi studi americani hanno dimostrato una chiara correlazione fra fumo e malattia parodontale.Oggi si sa che il fumo provoca una diminuzione od addirittura soppressione della reazione vascolare che segue alla gengivite; ciò sembra dovuto all’azione vasocostrittrice di sostanze in essa contenute (nicotina, monossido di carbonio, cianuro di idrogeno).

DIABETE Il diabete mellito è fattore di rischio per le parodontopatie e vi sono pure prove che la salute parodontale possa influire sul controllo diabetico. Oggi si è potuto inoltre constatare che i pazienti affetti da parodontopatite non sottoposti a terapia hanno maggiore probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari e malattie metaboliche. Si è infatti evidenziato che il rischio di malattia coronaria aumenta del 25% in pazienti con parodontopatia, a causa della presenza di batteri Gram negativi che producono sostanze in grado di generare danno arteriosclerotico a carico delle arterie e in special modo delle coronarie.

PARTO E’ appurato che le donne affette da parodontopatia hanno un rischio sette volte superiore di incorrere in un parto prematuro.

CONCLUSIONI Alla luce di quanto esposto, si evince che la diagnosi e la terapia precoce delle parodontopatie svolgono un ruolo assolutamente essenziale per la salvaguardia dello stato di salute generale e per la prevenzione di gravi malattie sistemiche(cardiopatie,infarti cardiaci,embolie,infarti cerebrali,diabete,parti prematuri).

La relazione tenuta a Brema dal professor Colin apnee-notturne-russare-OSASSullivan è stata interamente dedicata ai compiti della medicina dentale del sonno.

Il suo giudizio globale, come si vede anche dal titolo della relazione, è che questi compiti siano sempre più importanti sia a livello diagnostico che terapeutico.

Ci sembra particolarmente significativo che il riconoscimento del ruolo dei dentisti, che in Italia non si è ancora affermato del tutto, venga proprio dall’uomo che ha inventato la CPAP (metodo di ventilazione respiratoria utilizzato principalmente nel trattamento delle apnee nel sonno, sistema per il quale vennero sviluppate le prime apparecchiature).

Il relatore ha schematizzato i compiti degli odontoiatri nel modo seguente:

  • Ruolo nella diagnosi
    • Adulti: riconoscimento di russamento e OSAS
    • Bambini: riconoscimento della ostruzione delle vie aeree da parte dei tessuti molli (adenoidi, tonsille)
    • Bambini: riconoscimento delle alterazioni strutturali che possono causare ostruzione delle vie aeree:cross bite, II classi scheletriche
  • Ruolo nella terapia degli adulti
    • Inserimento e titolazione degli apparecchi dentali
  • Ruolo nella terapia dei bambini
    • Espansione rapida del palato
    • Correzione delle II classi scheletriche
  • Ruolo nel trattamento chirurgico
    • Preparazione dentale e ortodontica per gli interventi di avanzamento maxillo-mandibolare
  • Ruolo nella prevenzione
    • L’intervento ortodontico precoce nel bambino evita molti casi di OSAS nell’adulto

Sullivan ha insistito, come già in precedenza, sul ruolo della prevenzioneè importante intervenire prima che l’apnea del sonno diventi grave.

Sappiamo che il 10% dei bambini russa. Questi bambini devono essere intercettati prima che si manifestino i sintomi classici della apnea del sonno, ben conosciuti dagli ortodontisti: la tipica “facies adenoidea” con occhi arrossati, bocca semi-aperta, aspetto insonnolito. Il relatore ha citato un libro del 1909 dove si illustravano le trasformazioni miracolose che la asportazione di adenoidi e tonsille provocava in questi bambini (parte II, capitolo V “Mouth breathing” del libro “CIVICS AND HEALTH” di W. Allen). Da allora dovremmo aver fatto qualche passo avanti.

A proposito della apnea del sonno nei bambini: il fatto che si consideri patologico nel bambino anche un solo episodio di apnea/ora non è certo dovuto alle conseguenze di quell’unica apnea, ma ai grossi sforzi che il bambino fa per respirare nei restanti 59 minuti! Sullivan ci ha fatto sentire il respiro sibilante (hissing breathing) che non è russamento e nemmeno apnea, ma l’espressione di questi sforzi per far passare l’aria attraverso la faringe ristretta. E’ una cosa simile a ciò che accade agli adulti con OSAS grave, ma qui non c’è apnea. Inoltre i noti meccanismi che legano reciprocamente la forma alla funzione fanno sì che si instauri un circolo vizioso: il lume faringeo ristretto provoca ostruzione respiratoria; questa, a sua volta, provoca lo sviluppo insufficiente delle vie aeree e così via. Questo cerchio va spezzato e l’intervento che va realizzato è innanzitutto quello ortodontico, seguito eventualmente dalla asportazione di tonsille e adenoidi.

La prevenzione è importante anche negli adulti, soprattutto nei giovani: un giovane russatore andrà molto probabilmente incontro a forme anche gravi di apnea in futuro. Non è detto che ogni caso di russamento vada sistematicamente trattato, ma sicuramente bisogna seguire questi pazienti nel tempo, valutare intensità e durata del russamento, e soprattutto controllare che non compaiano ipertensione arteriosa, sonnolenza o altri sintomi, e che l’ostruzione respiratoria non si aggravi col passare degli anni e con eventuali aumenti di peso.

Alla domanda su quali siano gli aspetti più importanti della ricerca attuale sui disturbi respiratori del sonno (SDB), Sullivan ha segnalato tre aree di ricerca che a suo avviso sono oggi fondamentali:

  1. Lo studio del ruolo dei disturbi respiratori del sonno nella gestosi. Siamo sicuri che gli SDB siano la prima causa di ipertensione nel terzo trimestre di gravidanza. Non c’è di solito apnea del sonno ma ostruzione respiratoria, che non sembra essere la causa diretta della gestosi ma un fattore che scatena una patologia micro-vascolare latente. Gli apparecchi dentali potrebbero essere un ottimo strumento in questi casi, a condizione di produrli abbastanza in fretta.
  2. La pediatria. Abbiamo già riferito dell’importanza della ortodonzia.
  3. Gli strumenti che attualmente usiamo per lo studio del sonno sono obsoleti, e i tempi di attesa scoraggianti, soprattutto per forme acute come quella, appena citata, del terzo trimestre di gravidanza (ci serve fare lo studio del sonno stasera e la terapia domani!). Anche per i bambini i tempi devono essere molto brevi. La ricerca deve produrre dispositivi che siano affidati al paziente a domicilio e che producano risultati pressoché istantanei.